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Ritratto #2

– Qual è il tuo posto in casa, in questo periodo d’isolamento ? Hai uno spazio tuo ? Lavori ? Come lavori ?
Vivo in una casa grande all’interno di una corte popolata da diverse famiglie. In casa siamo in quattro, io, mio marito, i miei due bambini di 4 e 7 anni. Ho uno spazio mio ma è difficile prenderne possesso, lo faccio quando gli altri mi permettono di lavorare. Sono a casa da sola coi bambini quasi tutto il tempo perché mio marito lavora fuori casa.
Qual è il tuo rifugio? O meglio, come riesci a trovare il modo di ricaricarti, di stare bene, di recuperare energia?
La cosa che mi fa stare meglio, devo ammetterlo, anche se non è la più salutare, è la sera fumare una sigaretta da sola o al telefono con un’amica. Però faccio il pieno di energia anche facendo delle corse nella natura, prima di cena, quando mio marito torna a casa e può guardare i bambini, e mentre corro ascolto la musica che mi fa solitamente ballare. Correndo canto e faccio anche dei passi di ballo, tanto nessuno mi guarda perché la campagna è vuota! Ho iniziato anche a fare yoga, ma non mi piace così tanto essere attaccata a un computer nei momenti per me.
Quando posso ho un ufficio lontano da casa dove mi rifugio a scrivere, anche questo mi dà energia!
– Questo isolamento ha creato anche qualcosa di nuovo che ti porta gioia? Cosa?
Chiamare di più le mie amiche al telefono, e avere il coraggio di rivendicare del tempo solo per me. Condividere con le mie amiche la mia vita, spesso. Fare progetti come questo!
Ma anche fare delle lunghe passeggiate in montagna con tutta la famiglia, nei boschi, sentire la libertà di un campo aperto. Vedere i miei bambini sempre più uniti e anche sempre più pieni di inventiva e fantasia. Accompagnare i bambini nel loro apprendimento, nelle settimane passate, mi ha dato gioia e fatta sentire più vicino a loro.
– Racconta un momento di gioia.
Ieri sera, per la prima volta dopo tanto tempo, abbiamo bevuto una birra a distanza con altre due famiglie, per caso, in giardino (siamo tante case insieme). Ho iniziato a rilassarmi, per la prima volta dopo 5 settimane. Abbiamo condiviso qualcosa con le altre famiglie. È stato un bellissimo momento per tutti.
– Cos’è che ti fa impazzire in questo momento?
La cosa che amo di più, i miei bambini! Ma sono sempre addosso a me e non ho più un attimo per ricaricarmi, per capire chi sono cosa sono come sono. Sono nervosa e lo trasmetto a loro che sono sempre più agitati. Preferiscono stare con il papà. Mi tolgono spazio e tempo, e così anche mio marito. All’inizio è stata molto dura perché lui era molto preoccupato per il lavoro, e la sera quando tornava dopo aver messo i bambini a letto dovevo prendermi cura anche di lui. A lungo andare mi ha fatto impazzire non avere del vero tempo di qualità per me.
– Cosa ti manca?
Il mio buonumore e il mio ottimismo. Vedere le mie amiche, abbracciare la mia mamma, la mia sorella. Mi manca la mia sorella che vive in Africa e chissà quando potrà tornare, mi manca dare la mano, stare vicino alle persone.
– Hai paura? Come reagisci di fronte all’ansia?
Sì ho paura. Ho paura di perdere i miei genitori, di perdere persone che amo. Ho paura che questo isolamento imponga delle nuove regole sociali che non riusciremo a toglierci di dosso. Ho paura che i miei bambini ne soffrano o ne rimangano traumatizzati. Ho paura che metta in crisi il rapporto con mio marito. A volte ho paura di non riuscire a resistere. Corro, yoga, piango tanto, cerco di evadere con storie divertenti o chiamo un’amica.
– È cambiato l’equilibrio in casa soprattutto rispetto alla charge mentale, alla ripartizione di compiti e doveri?
Sì. Dobbiamo fare tutti di più. Condividiamo i lavori domestici alla pari ma non l’accudimento dei bambini e la gestione della casa. Inoltre, gestiamo lo stress in maniera diversa io e mio marito: lui va a letto presto e si sveglia all’alba dall’agitazione, io la sera ho bisogno di avere del tempo per me e vado a letto molto più tardi. Il sonno di entrambi ne è compromesso. Lui ha bisogno di programmare tutto con anticipo per avere una sensazione di controllo sugli eventi, io improvviso molto di piû e questo ci fa entrare in disaccordo. In generale, nei lavori visibili, tangibili (pulizie, cucina, spesa) lui fa molto. Ma in quello che è la gestione famigliare, sembra scontato che sia io a occuparmene. Ma dopo diverse discussioni ora stiamo raggiungendo un equilibrio. Il fatto che mi possa dedicare a questo progetto ne è un esempio!!!
– L’isolamento ha modificato il tuo rapporto con il tuo corpo?
Da qualche giorno sono comparsi tante macchiette sulla mia pelle che grattano. Molto probabilmente dovute al forte stato di stress a cui mi sento sottoposta. A volte mi sento piû magra e più in forma. In generale però mi sento abbastanza forte.
– E dal punto di vista del desiderio?
Il desiderio è piû difficile da ritrovare. In generale trovo che siamo tutti molto concentrati su noi stessi e troppo in ansia. Quando capita di lasciarsi andare però, è tutto molto più forte, sono più forti le sensazioni.
– Ti senti giovane o vecchia?
Più vecchia di prima. Con più responsabilità adulte.
– Ti senti bella o brutta?
Mi sento bella.
– Più spirituale?
No, è come se non ne avessi il tempo. E la voglia.
Di questo momento particolare nel quale hai dovuto adattarti e modificare molte cose (abitudini, comportamenti, pensieri, rapporto con gli altri), cosa che vorresti coservare?
Le risate dei bambini, nonostante tutto. Condividere con loro questa cosa. Lasciare andare i programmi e le routine. Incazzarmi come si deve con mio marito. Essere così solidale con gli altri, e parlare con chiunque mi capiti a tiro in strada o al supermercato. Aiutare i miei genitori.
– Qual è il tuo rapporto con l’arte in questo confinamento? Hai voglia di creare?
Vorrei leggere di più ma sono stanca la sera e di giorno non mi riesco a prendere il tempo. Guardo tante serie, ma queste non sono arte per me, ma evasione senza pensieri! Ascolto molta più musica di prima e non ascolto piu la radio. Per quanto riguarda la creazione…all’inizio facevo molta fatica.Ho provato ad abbordare dei progetti ma li ho subito abbandonati. Era tutto troppo non avevo né la voglia né il tempo di mettermi a pensare qualcosa di Altro. Come se la mia mente non potesse. Ero bloccata. Poi da qualche tempo ho iniziato a parlare di progetti con amiche, e sto creando cose nuove insieme a persone a cui voglio bene, e questo mi rende molto felice e mi aiuta a creare.
– Hai voglia di cercare altri mondi oppure ti rifugi in te stessa?
Dipende dal momento, a volte devo andare altrove con la mente, a volte devo ritirarmi in me stessa.
– Come vendi il mondo dopo quanto accaduto?
Non lo so, non ci riesco, e questo mi terrorizza. Credo che tutti i buoni propositi che la gente stia facendo ora si annulleranno appena si starà meglio. So che nulla sarà più come prima ma non riesco a rendermene conto o a immaginarmi come sarà.

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