Ritratto #6

– Come vivi il confino in termini di spazio ?
Premetto che, avendo avuto una bambina a novembre 2019, il mio confinamento a casa – anche se inizialmente ridotto – in realtà sta durando da quasi 6 mesi. Se prima volevo bene alla mia casa, ora la amo. È caotica, polverosa, talvolta sporca, sempre colorata, molto gioiosa e divertente. Talvolta noiosa perché alcune cose sono al loro posto da più di cinque anni, con altrettanti anni di polvere, altre volte invece è sorprendente (i ciucci di Amélie ad esempio cambiano sempre posto anche se nessuno li tocca ?!).
Lo spazio esterno invece, quello che permette il contatto con gli altri, amici o sconosciuti, è diventato angusto, angosciante. All’inizio addirittura mi sembrava di essere illegale quando uscivo. Ho la sensazione che siamo tutti potenzialmente infettati e dunque nemici. Agisco in modo radicale e schizzofrenica con le persone che incontro. Talvolta rispondo all’angoscia con un grande sorriso accompagnato di un lungo e rumoroso “buongiorno” quasi a rassicurare l’altro e me stessa, altre volte invece mi irrigidisco e mi sorprendo a sentirmi insultare la gente a bassa bassa voce.

– Qual è il tuo posto in casa, in questo periodo disolamento ? Hai uno spazio tuo dove lavorare? La mia stanza da letto dove ho una scrivania per lavorare che condivido con il mio compagno. Il salotto viene usato anche di più del solito.

– Qual è il tuo rifugio mentale ?
O meglio, come riesci a trovare il modo di ricaricarti, di stare bene, di recuperare energia? Leggendo Charlie Hebdo la sera. I giornalisti e caricaturisti riescono da una parte a sdrammatizzare e dall’altra a dare nuovi punti di vista o approfondire. Anche fare la cucina è un bel momento, ho imparato a fare il budino. Bere un bicchiere di vino la sera quando i bimbi dormono e chiacchierare con il mio compagno. 

– Questo isolamento ha creato anche qualcosa di nuovo che ti da felicità ? Cosa ?
Il verde che cresce incustodito, l’assenza del ruomore della città che produce (macchine, cantieri,…) e conseguente canto degli uccellini e voci di persone che parlano. L’incontro non programmato con altri bambini e genitori durante la passeggiata, ormai diventata tradizione, dopo cena. In casa invece, Gaël sta iniziando a parlare francese.

– Racconta un momento di gioia.
Quando la piccola dorme e il grande è sveglio e ha voglia, balliamo in salotto sulla musica dei Beatles. Fare la doccia è anche un bel momento. Uscire di casa da sola, senza bimbi e compagno, è un bel momento (in realtà stare da sola e basta è un bel momento). Parlare con persone che non siano il mio compagno o i miei bambini. Tutte cose abbastanza rare. 

– Cos’è che ti fa impazzire di questo periodo ?
La mascherina, la faccia di Gaël (4 anni) quando si arrabbia nel secondo pomeriggio o ancora peggio a colazione quando gli dico che oggi è il “giorno senza televisione”, le informazioni stupide e inutili relative al Covid (in realtà faccio fatica a capire quale informazione è utile e inutile).

– Cosa ti manca ?
Camminare liberamente nello spazio pubblico, vedere il viso delle persone (senza mascherine), dedicarmi ad un progetto.

Cosa vorresti ritrovare ? Chi ?
I genitori e bambini dell’asilo, mia mamma.

– Hai paura ? Come reagisci di fronte all’ansia ?
Non ho particolamente paura per la crisi sanitaria. Nel mio piccolo ho un po’ di timore riguardo al dopo e a come sarà la nostra situazione lavorativa. In generale ho un po’ di timore se penso alle persone che sono a capo dei paesi più importanti di questo mondo, su come gestiscono la situazione e gestiranno il nostro futuro. Ho paura dell’intelligentza artificiale applicata al controlo sociale (ho visto ieri sera un documentario, solo per questo ), ho paura dell’agressività delle persone.

– È cambiato l’equilibrio in casa soprattutto rispetto alla charge mentale, alla ripartizione di compiti e doveri tra te e chi vive con te ?
Relativamente. A casa abbiamo sempre adottato un modello dove i compiti sono ripartiti quasi equamente. Da quando siamo tutti a casa, sia io che il mio compagno abbiamo più tempo per occuparci meglio dei bimbi e della casa e ci sono meno conflitti (seppur prima erano comunque pochi).
– Come fai quando non stai bene ?
Mangio o mi metto a letto. Due settimane fa ho avuto un momento di crollo e ho avuto bisogno di fare un cambiamento. Mi sono tagliata i capelli.

– L’isolamento ha modificato il tuo rapporto con il tuo corpo ? Curo di più il modo in cui mi vesto perché ho più tempo. Sono ingrassata a furia di fare torte al cioccolato e biscotti di natale. Il corpo è più rilassato.

– E dal punto di vista del desiderio ?
Il corpo essendo più rilassato, il desiderio è di conseguenza più forte. Desiderio di amore e di pace.

– Ti senti giovane o vecchia ?
Piuttosto giovane in questo periodo.

Bella o brutta ?
Piuttosto bella in questo periodo (fa strano dirlo!).

– Più spirituale ?
No.

– Di questo momento particolare nel quale hai dovuto adattarti e modificare molte cose (abitudini, comportamenti, pensieri, rapporto con gli altri), cosa che vorresti coservare ? Nel mio piccolo vorrei conservare il tempo e la cura che dedico ai bimbi, al mio compagno e alla nostra relazione. In generale vorrei conservare la pace e la tranquillità che si respira in strada senza la produzione sfrenata della città.

– Qual è il tuo rapporto con l’arte in questo periodo di confino? Hai voglia di creare ?
L’arte, nel senso di riflettere, approfondire, creare, dare forma al pensiero e comunicarlo…in questo periodo vivo molto il quotidiano e il tempo della riflessione e dell’approfondimento è molto ridotto…la voglia di creare c’è, è enorme, ma per creare ho bisogno di vuoto e tempo, cose che al momento non ho in abbondanza (anche senza il confinamento). Ma con Gaël proviamo a giocare con dei giochi creativi che però non definirei arte ma passatempo. In cucina provo nuove ricette, mi fa star bene…tutti devono mangiare almeno 2 volte al giorno !

Hai voglia di cercare altri mondi, oppure ti rifugi in te stessa?
Ho voglissima di creare altri mondi, non vedo l’ora di poter riflettere a nuovi progetti (sono lenta nei processi progettuali e nella creazione!)

– Come vedi il mondo dopo quanto accaduto ?
Spero più bello, più tranquillo e lento dove la gente è meno ossessionata da cose inutili, ma vive bene e serena. Nel mio piccolo spero di mantere e rinforzare l’energia per poter combattere attivamente il capitalismo sfernato a favore di un mondo più bello e colorato.

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